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Riscaldamento a pavimento: quali e quanti risparmi ci sono?

Il riscaldamento a pavimento, anche conosciuto come “pannello radiante”, è una tipologia di impianto che sempre più spesso viene scelto dalle famiglie. I motivi sono molteplici: innanzitutto garantisce un maggiore comfort dell’ambiente da abitare, ma soprattutto evita che ci siano acari e polveri in casa dovuti alla mancanza di moti convettivi dell’aria.

Questo sistema non è poi così innovativo, in quanto è stato introdotto negli anni ’50; con l’innovazione delle moderne tecnologie, l’installazione e il mantenimento sono diventate estremamente semplici. 

Come funziona l’impianto di riscaldamento a pavimento?

Si tratta di un sistema composto da tubazioni (in caso di impianti ad acqua) o resistenze elettriche (in caso di impianti elettrici) che vengono installate sotto il pavimento, appoggiate a dei pannelli isolanti. Questi materiali dunque, producono calore che viene emesso dal basso verso l’alto dell’abitazione. Quello più utilizzato tra i due è il sistema ad acqua, per cui l’acqua viene riscaldata da una caldaia oppure da una pompa di calore.

In caso si preferisca una soluzione maggiormente sostenibile, è possibile optare per impianti fotovoltaici o solari termici.

Qualunque sia la tipologia di impianto una cosa è certa: il riscaldamento a pavimento garantisce un calore uniforme in tutta l’abitazione in base al principio dell’irraggiamento, superando dunque il maggiore limite dei sistemi di riscaldamento tradizionali.

Per far funzionare questo impianto, è sufficiente anche una bassa temperatura dell’acqua, tra i 30 e i 40 gradi. I riscaldamenti tradizionali hanno bisogno che l’acqua raggiunga almeno i 70 gradi, richiedendo un maggiore dispendio di energia elettrica e quindi maggiori costi.

Riscaldamento a pavimento: quali risparmi ci sono?

Uno studio condotto dall’Università di Copenaghen e dall’Università di Padova ha dimostrato che con l’installazione di un impianto di riscaldamento a pavimento si ha un risparmio che varia dall’8 al 30%. Con il riscaldamento a pavimento la quantità di energia che viene utilizzata è oggettivamente minore e, se abbinato all’installazione delle pompe di calore, permette di superare anche la soglia del risparmio medio.

La spesa di installazione iniziale è nettamente superiore rispetto agli impianti classici (anche del 50%), a causa dei materiali che bisogna acquistare e della sofisticazione del sistema. Ma questa prima spesa è evidentemente ammortizzabile nel tempo per il grosso risparmio di energia che si riesce ad accumulare già nel primo anno (intorno al 25%).

Oltre che alle pompe di calore, l’impianto del riscaldamento a pavimento può essere abbinato all’uso delle energie rinnovabili, cosa impossibile da fare con i radiatori che invece hanno bisogno di portare l’acqua a temperature molto elevate. 

Grazie alla Legge di Stabilità si possono anche abbattere le spese di installazione con lEcobonus 2018, che permette di avere detrazioni fiscali fino al 65% della spesa totale, in quanto il riscaldamento a pavimento rientra tra gli interventi di riqualificazione energetica di uno stabile.

Riscaldamento a pavimento: meglio un impianto ad acqua oppure uno elettrico?

La differenza principale sta nell’installazione: per un impianto ad acqua vengono utilizzate delle tubature sotto il livello del pavimento, mentre per l’impianto ad energia viene utilizzato una sorta di filo sottilissimo (circa un millimetro).

Questo viene posato direttamente sotto il pavimento e non prima del massetto, come avviene invece per gli impianti ad acqua.

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Photo credit: rawpixel

2018-11-14T12:15:17+00:00 novembre 14th, 2018|Riscaldamento a pavimento, Termoidraulica|